In Cile c'è stato un grande avvenimento che ha sconvolto e cambiato la vita di tutti i cittadini nei lunghi anni che vanno dal 1973 al 1990. L'11 settembre, dopo un colpo di stato che ha deposto il Presidente eletto da popolo Salvador Allende salì al potere il generale Augusto Pinochet come comandante in capo del governo delle forze armate (esercito, forza aerea, forza navale e carabinieri). Durante questo triste periodo si commisero atroci delitti e una sistematica violazione dei diritti umani.
Si registrò un numero elevato di vittime di incarceramenti arbitrari per motivi politici (oltre 28.500 persone) tortura (2.298 persone), prigionieri scomparsi "desaparecidos" 1.209 persone.
Durante questo periodo il Cile sperimentò un periodo di profonda trasformazione eocnomica e politica attraverso l'espressione di un regime autoritario di estrema destra che propugnava valori come l'anticomunismo, la proibizione di qualsiasi forma democratica di rappresentanza (i partiti politici furono sciolti sino al 1987) la forte limitazione della libertà di espressione.
Augusto Pinochet passò alla storia come uno dei dittatori più disumani del XX secolo dopo l'attacco al palazzo presidenziale in cui si era asserragliato il legittimo Presidente Allende votato con larga maggioranza tre anni prima dal popolo cileno.
Con il sostengo degli Stati Uniti, Pinochet mise in atto un sanguinoso colpo di stato che terminò con il suicidio dello stesso Allende che rifiutò di consegnarsi al nuovo futuro dittatore.
Pinochet da subito decise di sbarazzarsi di ogni avversario politico e assunse su di sé tutti i poteri dello Stato.
Nel 1988 sotto pressione dell'opinione pubblica internazionale fu costretto a indire un referendum, il famoso referendum per il Sì o per il No. Ho tanti ricordi di quel periodo ma la cosa che mi è rimasta più in mente era l'odore degli pneumatici bruciati in strada, le proteste nel quartiere, i black out orchestrati dal regime per lasciare intere parti di Santiago al buio per creare panico e paura, i colpi di arma da fuoco esplosi a caso dalla polizia contro i manifestanti. Mi madre non voleva che partecipassimo a queste forme di protesta, aveva paura di vederci finire come tanti suoi colleghi di lavoro, portati via e uccisi davanti ai suoi occhi.
Fu un periodo molto duro e difficile per il mio Paese. Per la prima volta l'opposizione ha avuto la possibilità di esprimere le sue ragioni cercando di convincere le persone a votare per il No.
Se avesse vinto il Sì il Presidente Pinochet sarebbe rimasto in carica altri 8 anni, ma questa volta all'interno di un sistema "democratico" per quanto molto addomesticato. L'11 marzo 1989 sarebbe stato proclamato e fino al 1997 sarebbe rimasto al comando dello stato. A differenza di prima, dopo nove mesi sarebbe stato costretto a indire delle elezioni per la votazione di senatori e deputati che avrebbero potuto legiferare in base alle indicazioni della Costituzione scritta dallo stesso Pinochet.
Se invece avesse vinto il No, Pinochet sarebbe stato deposto e la sua dittatura avrebbe avuto fine l'11 settembre del 1990. 90 giorni prima di questo termine si sarebbero dovute indire delle elezioni per la scelta sia del nuovo Presidente che del nuovo Parlamento.
Mi ricordo perfettamente il simbolo del NO: un arcobaleno che voleva contrapporsi al regmie militare. Nell'arcobaleno erano rappresentati i colori di tutti i partiti che volevano opporsi alla dittatura: rappresentava il cambiamento, la pace, il futuro. Ricordo la campagna di comunicazione della fazione del No che non era solo incentrata sulle torture, la violazione dei diritti umani e le nefandezze del regime, ma era anche e soprattutto un inno a qualcosa che in Cile mancava da molti anni e che fa parte del DNA di ogni Cileno. "L'allegria sta tornando"… questo era il motto che è stato utilizzato dai pubblicitari cileni aiutati da alcuni esperti venuti dagli Stati Uniti. Molte persone famose, stelle della televisione, cinema e musica hanno cantato e ballato sulle note di questo motivo che in pochi giorni è diventato l'incubo del regmie.
Un mese prima delle votazioni, lunedì 5 settembre, me lo ricordo molto bene perché precedeva di 48 ore il mio compleanno, apparvero in televisione i primi 15 minuti della campagna del NO. Era la prima volta dopo anni che in televisione si poteva vedere qualcosa prodotto e gestito da qualcuno che non fosse il regime. La potenza comunicativa della campagna del No ci ha messo poco a fare breccia nei cuori dei cileni. Non si voleva più un Paese condannato al terrore e senza speranza, si voleva un Paese che volesse essere protagonista del futuro.
Dal versante opposto invece, si è cercato di incentrare tutto sul generale Pinochet cercando di far vedere sia i progressi registrati dalla nazione, sia il periocolo che si sarebbe corsi se si fosse scelto di non continuare sulla strada tracciata.
Il NO trionfò con il 55,99% dei voti mercoledì 31 agosto 1988.
Votarono 7 milioni di cileni e fu sicuramente una data che riempiì di speranza dopo una situazione molto difficile durata molti anni. La vittoria del No fu possibile perché la maggior parte dei cileni decise di farla finita con la dittatura. I cileni ebbero la forza di vincere la paura, di organizzarsi, di andare per strada senza farsi intimorire da un regime che aveva già dimostrato di non badare molto ai diritti umani e alle opposizioni. In più c'era un certo timore che gli Stati Uniti appoggiassero un nuovo colpo di stato per paura che il Cile divenisse una nuova Cuba. Ma così non andarono le cose e quel giorno, il giorno del referendum, si sono poste le basi per una vita più democratica e partecipata. Certo il percorso è ancora lungo, ma da qualche parte bisogna pur cominciare…
Per la mia famiglia furono periodi difficili. Mi mamma lavorava come venditrice ambulante con mio fratello. Quando arrivavano i carabinieri erano costretti a scappare perché non avevano la licenza per vendere. Spesso i carabinieri rubavano loro le cose che volevano vendere trasformandosi da esecutori delle legge in giudici a loro favore. Ma mia madre era molto ingegnosa e trovava sempre il modo per ricominciare con la sua piccola attività che ci ha permesso di avere sempre qualcosa di caldo in tavola.
Nel centro c'era una pasticceria che aveva sempre delle torte deliziose in vetrina. In quel periodo passavo spesso da quelle parti per raggiungere mia madre e ogni volta che guardavo quelle torte mi immaginavo di poterne fare un giorno una anche io.
La torta tres leches per me rappresenta quel periodo della mia vita e della vita del mio Paese. Un ricordo difficle, ma che oggi ho deciso di condividere con tutti voi.
TORTA TRES LECHES
Ingredienti:Per il pan di spagna
6 uova
200 gr Zucchero
200gr Farina
1cucchiaio estratto di vaniglia
1 cucchiaio di lievito en polvere
Per la crema
1 lattina di latte concentrato
1lattina di latte evaporato
250 gr di Panna
Per il ripieno
Panna in più colorante color pesca.
Iniziamo la nostra torta tre latte per la preparazione del pan di spagna preriscaldando il forno a 200°. In una ciotola sbattere le uova fino ad acquisire una consistenza omogenea, quindi aggiungere lo zucchero a poco a poco. Devi battere finché il composto triplica di volume. Quindi aggiungere la farina precedentemente setacciata Insieme con il lievito ,incorporarli delicatamente. Si consiglia di entrare lentamente per rendere più facile anche l'essenza di vaniglia continuando a mescolare.
Quando si già pronto il pan di spagna, diffondere un po 'di burro in una teglia e cospargere la farina. Cuocere in forno per 35-30 minuti dovrebbe essere raccomandato per perforare il biscotto con un bastone per fare in modo che in realtà è cotto all'interno dopo aver superato il tempo. Una volta pronto, togliere dal forno e lasciate raffreddare.
Preparare le tre crema di latte. Versare il contenuto di latte condensato, evaporato, crema e battere con un mixer, frullatore elettrico (si può sviluppare il proprio latte condensato) con questa miscela, composto bagnando il nostro pan di spagna nello stesso stampo in cui abbiamo infornato.
Ora è il turno della crema è molto semplice, basta a battere con il mixer lo zucchero incorporando gradualmente fino a battere la crema acquisisce la giusta consistenza.
Quando il pan di Spagna si è stabilito, versate il composto tre latte su di esso e lasciare in ammollo completamente. La torta è probabile tardi circa un'ora per bagnarsi tutta, a seconda dello spessore che ha il pan di spagna.
La torta può essere lasciato nello stesso stampo in cui si desidera cuocere ma può sformatura prima bagnare con la crema di tre latte.
Passare a il piatto da portata per coprire con la crema. Qui lascio alla vostra immaginazione e decorare a piacere È possibile applicare i colori come il mio un sottile strato di meringa, sacca da pasticcere e fare diverse forme.
La mia è la stessa che ho visto in quella vetrina…


