Villa Alegre è il tipico paesino tradizionale cileno della zona centrale del mio Paese con la sua architettura coloniale (meravigliosa) i suoi costumi e il suo folklore. La sua economia si basa sulla coltivazione della vite, frutta e recentemente anche sul turismo. Il paesino è considerata la culla di molti vini cileni della valle di Locomilla che si trova nella sub regione del Maule.
Ha un sacco di esempi di architettura rurale tradizionale cilena, alcuni dei quali, come il museo storico e la chiesa della città, sono stati dichiarati monumenti nazionali.
Le strade e i marciapiedi della città sono adornati da vistosi alberi d’arancia che dona all’insieme un carattere estetico e ambientale molto apprezzato da tutti. L’importanza delle arance per la storia locale si può notare anche nello stemma della città.
Ora potete capire tutto lo splendore di Villa Alegre e potete comprendere anche come mai mio nonno era tanto innamorato di questo splendido posto. Ora i suoi resti si trovano lì e riposano nel cimitero insieme a tante persone famose come il sacerdote Raul Silva Henriquez vescovo cattolico di Valparaiso, arcivescovo di Santiago e successivamente cardinale del Cile. E tanti altri ancora in questo piccolo cimitero pieno di gente illustre. Da qui voglio partire questa volta per condividere un po’ delle emozioni che hanno animato gli anni che ho vissuto in Cile.
Quando viaggiavo da Santiago a Villa Alegre erano 285 km in bus e impiegavo più di quattro ore. Mio nonno mi aspettava sempre alla fermata dal pullman insieme a mio zio Patrizio (Pato per gli amici). Appena fuori della casa di mio nonno c’era una grande roccia bianca dopo una leggera curva. Era quello il segno di riconoscimento per prenotare la fermata e scendere dal pullman. Guardavo fuori dal finestrino e lui era sempre lì ad attendermi. Sempre puntuale così come quando da piccola uscivo da scuola e potevo vedere il suo sguardo seguire i miei passi, il suo sorriso rallegrarmi la giornata ed ero felice anche nei momenti difficili.
Per entrare in casa bisognava attraversare un piccolo canale passando per un ponticello. Subito dopo uno splendido giardino colorato mi accoglieva con i suoi deliziosi profumi e i suoi splendidi fiori(ancora adesso se chiudo gli occhi e ci ripenso posso sentirne l’odore) e la gabbietta con gli uccellini di mille colori. La loro allegria e la sua tenerezza, accompagnate da una continuo cinguettio mi avvicinavano alla natura e alla sua bellezza.
Vista la bellezza di questi uccellini mio nonno decise di provare ad allevarne di più facendoli accoppiare e accudendo i piccoli che nascevano. Mi ricordo che una volta chiesi “come fai a sapere se sono maschi o femmine?”. Mi ha risposto guarda la “cera” (la parte carnosa che hanno sopra il becco) se è azzurrata sono maschi se invece è marrone o rosa sono femmine. E mi ricordo che entrava in questa enorme gabbia piena di piccoli nidi e tutti gli uccellini gli si avvicinavano saltandoli sulle spalle e sulla testa. Era incredibile sembrava che lo riconoscessero come il loro padre. E ora penso che adesso sia uno di quegli uccellini che vola alto nel cielo… lo chiamavano il signore degli uccelli!
Mio nonno era sempre felice, era una persona speciale piena di cure e di attenzioni per tutti quelli che lo conoscevano in paese. In molti gli hanno reso omaggio il giorno della sua dipartita da questa terra.
In questa grande casa (oltre 200 metri quadri) i muri erano fatti di mattoni di fango misti a paglia e il tetto di tegole fatte di argilla. C’era anche un grande pollaio che aveva costruito mio nonno per tutte le sue galline. Al mattino il canto del gallo mi svegliava sempre e io uscivo dal mio sonno avvolta dall’odore degli alberi di eucalipto e dal suono del vento tra le foglie di pioppo.
Di fronte alla casa c’era una enorme vigna che andava ben oltre le sguardo. Uno splendido posto per fare le passeggiate al calar del sole godendo della fresca brezza estiva.
Villa Alegre è un paese meraviglioso anche perché ho tanti ricordi di momenti felici passati insieme alla mia famiglia. Grigliando la carne per qualche celebrazione speciale noi ci divertivamo molto. Luis, mio figlio godeva appieno della libertà correndo dietro alle galline, arrampicandosi sugli alberi, nascondendosi tra la natura. Gli lasciavo fare quello che voleva e lui era felice di poter diventare un piccolo selvaggio senza regole.
Le notti le passavamo guardando le stelle che erano talmente luminose che sembrava di poterle prendere allungando le mani e quelle cadenti ci regalavano l’emozione di un desiderio. Quando oggi guardo le stelle immagino che forse quella più luminosa è mio nonno che mi guarda dal cielo e mi guida. È così che lo voglio immaginare e ogni notte ritorna a guardarmi dall’alto e cominciare una sua nuova giornata. Quanto abbiamo bisogno di questi ricordi per aiutarci nei momenti difficili della vita!
Immaginare che siamo seduti tutti insieme alla sua tavola in cucina ascoltando i tango che lui amava ascoltare di continuo… ed è come se si materializzasse un angelo e vedo mio nonno ballare con i cari della sua vita, sua moglie, mia nonna Eliana, gli amici della gioventù quelli di cui mi parlava sempre quando mi metteva a letto per farmi addormentare…
Una volta mi chiese di andare a vivere con lui insieme a mio figlio e di non tornare più in Italia. Se potessi tornare indietro nel tempo… Preferisco ricordare quelle vacanze come un momento felice della famiglia, con mio figlio in compagnia di mio zio Pato che ora sta con lui e insieme volano alto nel cielo liberi come uccelli proprio come questa poesia: “Come un uccello libero in libero volo apro le mie ali al cielo e mi afferro alla vita con le mie illusioni e i miei sogni e i miei aneliti, anche se mi abbasso per un soffio di vento e volo in picchiata verso il mare continuerò sognando finché non ne potrò più, anche se mi chiuderanno in una gabbia scapperò, perché sono un uccello libero e voglio volare. Libero è il mio destino e vivrò così perché sono un uccello libero e mi afferro all’immanente.”
Questa mattina sono uscita per andare a correre alle cinque, non c’era un filo di luce, faceva molto freddo, ho guardato di lato e ho pensato a tutti quei bei momenti passati insieme a Villa Alegre il paese più bello del mondo, le nuvole si sono aperte e mentre il sole saliva mi sarebbe piaciuto poterti raccontare questo quando ancora stavi con noi. Però io so che il tuo spirito è rimasto tra di noi e continua a illuminarci così come quando avevo sei anni e vivevo, senza saperlo, uno dei momenti più felici della mia vita. Sei arrivato a casa mia e mi hai detto che avevi una sorpresa per me… una torta… E da qui nasce la mia storia di oggi, il ricordo più dolce che mi accompagnerà per sempre… il mondo che hai creato per me.
Ricetta torta de Naranja “Villa Alegre”
Prima facciamo il ripieno di crema di arance, abbiamo bisogno (per farcire la torta) di:* 1 litro di succo d'arancia appena spremuto
* 150 gr di zucchero ( se sono arance dolci)
* 150 gr di amido di mais
* 2 Tuorli d'uovo
* 80 gr Burro
Mettiamo il succo d'arancia con lo zucchero in un pentolino e portiamo ad ebollizione, mescolando con un cucchiaio di legno. Inoltre sciogliamo l'amido di mais con un po’ di succo d'arancia e lo aggiungiamo, quando inizia a bollire, mescolando continuamente per 4 minuti ca, fin quando diventa denso. Togliamo dal fuoco e aggiungiamo i due tuorli d’uovo sempre mescolando. Mettiamo ancora sul fuoco e facciamo bollire per 4 minuti. Più tardi aggiungere la margarina a freddo. Conservare in frigorifero e chiudere accuratamente in un Tupperware, o ricoprire di pellicola trasparente per una notte, per assemblare la torta.
Preparazione Pan di spagna (teglia rotonda di 23cm)
* 450 gr burro o margarina* 450 gr di zucchero
* 450 gr di farina con lievito
* 8 uova
* 1 cucchiaio di Miele
* Scorza di arancia (un cucchiaio grande)
Prima devi pesare tutti tuoi ingredienti.
Utilizza un mixer (Battitore). Battere quindi utilizzando un mixer il burro o la margarina e aggiungere lo zucchero e il miele. Battere bene sinche' tutto è ben integrato. IA questo punto aggiungere la scorza d'arancia e le uova che sono in una ciotola, continuare a sbattere con il mixer , e aggiungere poco a poco le uova. Aggiungere un po’ di uova , questa volta unite nel burro , in questo momento aggiungiamo altro uovo e infine, quando tutto sia unito molto bene, aggiungere tutto l’uovo. Togliamo il mixer e usiamo la frusta,
aggiungiamo la farina già con lievito. Tutto questo si deve aggiungere setacciando la farina, poi aggiungendo prima metà e dopo l’altra metà delicatamente fino ad ottenere un composto omogeneo. Intatta lasciate riposare in frigorifero.
stampi di carta forno
Tagliamo la carta forno. Utilizzando il fondo di uno stampo di torte segnate con una penna un cerchio e imburrate. Dopo utilizzate una manica sacca di pasticciere (sac à pocche) con il composto della torta all'interno. Portare in forno a 200gr per 5/8 minuti. Rimuovere e lasciare raffreddare su un canovaccio.
Per ganache arancione. (Sopra la torta)
-230 gr cioccolato bianco-130 g. latte condensato
-25 gr glucosio
-110 gr di succo d'arancia
-8 g di gelatina (colla di pesce)
-Colorante arancione
Mettete in una pentola il succo d'arancia, dopo il latte condensato e il glucosio fino a raggiungere Una temperatura di 130 gr, quindi togliere dal fuoco e aggiungere i pezzi di cioccolato bianco fino a farlo sciogliere bene. Subito dopo, i fogli di gelatina(colla di pesce) che prima di utilizzarla è necessario reidratare con acqua fredda. Quando il composto sarà tiepido aggiungere il colore alimentare arancione.
La ganache è una crema davvero squisita, ideale per “stuccare” le torte. Ma attenzione!!è sensibile al caldo!! Una volta vicina ad una fonte di calore, tende a sciogliersi velocemente.
Abbiamo preso la torta dal frigorifero che abbiamo farcito con crema alle arance assemblare potete creare le vostre basi, io ho fatto cosi …
Dopo finalmente la ganache all’arancia è una torta sofficissima, farcita con crema che ha tutto il gusto delle arance fresche appena spremute de Villa Alegre… Inutile dire!!Magia!












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