Mettere un piede avanti all’altro, un passo alla volta, non importa quante volte cadi, l’importante è rialzarsi sempre. Se tu non credi in te stesso non puoi pensare che lo facciano gli altri. Le prove a cui ti sottopone la vita ti rendono più forte in ogni sfida che devi affrontare nella vita. La felicità alberga in una vita semplice che ti permette di essere libero.
Quello che mi spinge a correre sono i sogni e mi donano la forza di continuare a credere in me stessa. I piedi si muovono, i polmoni ossigenano i tessuti e provo a superare i miei limiti.
Il potere della mente mi consente di dare il massimo anche quando il mio corpo mi lancia dei segnali di sofferenza, ma in quel momento penso solo a correre. A mettere un piede davanti all’altro e penso solo di arrivare il più lontano possibile.
Mi sono sempre piaciute le gare, correre sentendo solamente la terra, il vento e gli alberi. A un tratto tutti questi pensieri confluiscono in un ricordo: il Cile, il mio Paese. Anche se devo ammettere che fare le gare non è tanto divertente quanto vincerle!
Mi ricordo del mio passato della mia infanzia. Tutto questo mi aiuta a distrarmi dalla fatica. Mi fanno dimenticare le vesciche, il male alle gambe e ai piedi. La mia mente mi dice ancora un piccolo sforzo prima di mollare, ancora una curva, ancora un giro, ancora un chilometro.
Ho vinto. Ho battuto me stessa, la paura, la fatica, l’acido lattico. E quando arrivi alla fine è meraviglioso e le endorfine che il tuo corpo hanno prodotto ti inebriano per ore.
È incredibile quando senti fluire lo spirito sportivo dentro di te, lo spirito di squadra.
Ho passato dei momenti in cui ho maledetto il dovermi alzare alla cinque del mattino per affrontare il freddo e la nebbia. Ho avuto momenti di paura quando pensavo che una infiammazione ai tendini o l’artrite dei menisco sembrasse avere la meglio costringendomi a una lunga inattività. Ma alla fine sono sempre tornata in pista e niente mi ha potuto fermare facendomi sentire speciale. Ed è questa situazione di semi onnipotenza che mi ha dato la forza di proseguire a correre. Scommettere e vincere contro me stessa è la miglior medaglia della più importante competizione e sono gli stessi sentimenti che provo quando devo cominciare a preparare qualsiasi dolce di pasticceria. Per questo mi piacerebbe condividere con voi tutte le ricette che conosco, inventarne di nuove, riscoprire quelle antiche… per cercare di infondere ai miei lettori questa forza di provare a superare i propri limiti, le proprie paure. Correre o cucinare sotto questo punto di vista non sono tanto diversi!
In Cile, quando ero piccola, non era facile. Mia mamma lavorava molto e aveva molto spirito di intraprendenza. Soprattutto dal punto di vista commerciale. Si ingegnava sempre a pensare a quali cose poteva preparare per poterle vendere al mercato. Uno dei suoi punti di forza erano i suoi biscotti speciali (alfajores) e io, con il mio viso angelico, le mie trecce e il mio sorriso ingenuo ero un’ottima venditrice. Mi ricordo che una vicina, che aveva una bancarella al mercato del quartiere, alle volte mi portava con lei per vendere i biscotti preparati da mia mamma. Non mi ricordo esattamente quanti anni avevo, 8 o 10, ma non importa… So solo che riuscivo a vendere tutti i biscotti in un batter d’occhio e poi tornavo a casa di corsa facendo vedere tutte le monete che avevo guadagnato. Mi piacerebbe tornare a quel tempo, solo per rivedere mia madre giovane nel pieno dei suoi anni pronta ad affrontare qualsiasi situazione della vita la stessa forza d’animo che l’aiutata a superare una malattia che l’ha colpita negli ultimi anni.
Con il ricordo del sapore di quei favolosi biscotti di mia madre scrivo questo post e vi regalo la ricetta per gli alfajores di mia mamma Lucia.
Ingredienti per 30 alfajores:
- 200 gr di farina 00
- 300 gr di maizena
- 1/2 cucchiaino di bicarbonato
- 2 cucchiaini di lievito per dolci
- 200 di burro morbido
- 150 gr di zucchero
- 3 tuorli
- 1/2 bicchierino di rum
- 1 bustina di vanillina
- buccia grattugiata di 1 limone
Per decorare:
- 1 barattolo di dulce de leche
- 150 gr di cocco grattugiato
Procedimento:
- Settacciare insieme la farina, la maizena, il bocarbonato e il lievito per dolci.
- In una ciotola sbattere lo zucchero e il burro mordibo, a pomata. Deve essere bello morbido, ma non scioglieto mai sul fuoco!
- Aggiungere i tuorli, uno alla volta e mescolare sempre. Unire poi il rum e piano piano gli ingredienti secchi.
- Aggiungere ora la vanillina e la buccia grattugiata del limone e mescolare bene tutti gli ingredienti, senza impastare. Deve formarsi un impasto sabbioso. Proprio il fatto di non impastarlo troppo, renderà gli Alfajores de Maizena molto più teneri. Lasciarlo riposare in frigo per 1 ora.
- Trascorso il tempo di riposo, prenderlo e lavorarlo un pochino con le mani, sul tavolo infarinato.
- La misura la potete scegliere voi, secondo come li volete fare. Di solito gli Alfajores de Maizena sono rotondi come una merendina, ma esistono versioni più piccole che sono adatte alle feste o per accompagnare il caffè. Usare allora un coppapasta per ritagliarli, una na tazzina oppure un bicchiere capovolto va benissimo.
- Tagliare e metterli in una teglia con della carta da forno, non troppo vicini perche crescono un pochino durante la cottura. Quando sono tutti pronti li portiamo in forno a 160° per circa 10/12 minuti. Non devono cuocersi troppo, devono restare bianchi. E una delle caratteristiche proprio di questi alfajores.
- Tolti dal forno, con una spatola toglierli dalla teglia e metterli in un vassoio. Poi prendere un alfajor, metterle un cucchiaino di dulce de leche e coprirlo con un’altro alfajor. Così fin oa formare tutte le coppie.
- In un piatto versare il cocco grattigiato. Con un coltellino passare tuto intorno agli alfajores, un pochino di dulce de leche e poi farli rotolare sul piatto con il cocco, in modo che tutto il bordo sia ben coperto.
- Servirli in un piatto e attenzione perchè andranno a ruba!




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